LA PREPARAZIONE

Prepararsi è un dovere verso gli altri, prepararsi bene è un dovere verso noi stessi. ..

Perché prepararsi e non improvvisare...

La preparazione, quando ben eseguita, è in gran parte la garanzia del successo: se volessimo esprimerla in percentuale, potremmo dire che ne rappresenta una fetta pari all'80 - 90%.

Tutti noi ricordiamo che cosa ha voluto dire la preparazione per affrontare un esame scolastico ... quasi tutto!

Così è per la vita di ognuno di noi, professionale e no: ad ogni passo della nostra strada, infatti, ci attendono prove, incontri, tappe importanti, momenti significativi.

La preparazione è quindi una fase ricorrente nella nostra vita, ed è specifica per l'obiettivo che vogliamo raggiungere o per il tipo di attività che intendiamo svolgere.

Spesso, però, scopriamo che ci prepariamo poco proprio nei casi in cui maggiormente servirebbe una meticolosa preparazione, ad esempio in occasione di un incontro importante (a differenza di quanto facciamo, invece, per una gita in montagna o al mare).

Prepariamoci un obiettivo preciso, concreto, che possiamo misurare strada facendo, un obiettivo tale da essere di per sé stimolo per il suo raggiungimento. Un obiettivo ambizioso, degno della nostra persona: persona che può decidere se fare o non fare, se accogliere o respingere ogni argomento, ogni passo del processo iniziato.

Un processo che vedrà la sua prosecuzione nella programmazione, cioè nel cercare di rendere concreto ciò che la nostra immaginazione e la nostra fantasia ci dettano. Un programma di navigazione è determinante per una nave e per il suo capitano, così come una programmazione delle attività è importante per noi, per raggiungere gli obiettivi più importanti: quelli della nostra azienda personale.

Infatti, ognuno di noi è l'Amministratore Unico della propria Azienda personale. Siamo noi a determinarne gli utili, gli obiettivi, le strategie, e ciò in rapporto al più grande mercato che siamo felici di percorrere: quello della nostra vita.

Pre - pararsi

"pre-pararsi" comincia dalla consapevolezza che:

" ... Ia gioia più grande e Imparare. Imparare qualcosa è fantastico perché ogni volta che imparate qualcosa, diventate qualcosa di nuovo ...

... perciò la mia responsabilità nei confronti di me stesso è rendermi immenso, pieno di conoscenza, pieno d'amore, pieno di comprensione, pieno di esperienza, pieno di tutto, perché possa dare tutto a voi perché voi possiate prenderlo e servirvene per cominciare a costruire ...

... voi prendete ciò che io ho da darvi, lo sommate a ciò che già avete, poi ve ne andate e fate qualcosa di bello ".

e ancora:

Recentemente CarI Rogers ha detto una cosa importante a questo proposito:

lo non credo che qualcuno abbia mai insegnato qualcosa a qualcun altro. Contesto l'efficacia dell'addestramento. L'unica cosa che so è che chi vuole imparare, impara. Un insegnante, al massimo è uno che facilita le cose, imbandisce la mensa e mostra agli altri che è eccitante e
meraviglioso e li invita a mangiare.

il massimo che possiamo fare ... non potete costringere qualcuno mangiare ".

(da Il Vivere, Amare, Capirsi Il di Leo Buscaglia)

Quando preparasi

Troppo spesso siamo abituati a rimandare cose che possiamo (e a volte dobbiamo) fare subito.

Prepariamoci quindi da ora, da adesso, per essere pronti al momento giusto. Non lasciamoci trasportare, comandare dal tempo (che è tiranno per ognuno di noi). Prendiamoci il tempo che serve, e forse avremo un motivo in più di soddisfazione ...

Ricordiamoci sempre che una buona preparazione è un punto di forza che andiamo ad aggiungere agli altri che già abbiamo.

Se finora ognuno di noi ha avuto risultati al 70%, perché non incrementare la percentuale aggiungendo un altro punto di forza? E perché non farlo già da ora, per cogliere anche questa opportunità?

Non dimentichiamo che per noi esistono enormi possibilità di miglioramento, basta volerlo - e provarlo! - nella nostra realtà quotidiana. Non vi è altro modo.

Come preparasi

Bernard Shaw diceva:

"Se insegnate qualche cosa a qualcuno, non l'imparerà mai".

L'apprendimento è un processo attivo: solo facendo si impara, proprio come fa il bambino quando "impara", toccandolo, che il fuoco scotta (nonostante tutte le ammonizioni e le raccomandazioni ricevute!).

La preparazione è composta da due aspetti fondamentali:

·     un aspetto tecnico

·     un aspetto psicologico

L'aspetto tecnico riguarda le "cose", l'aspetto psicologico riguarda il nostro" essere".

Sono entrambi importanti, anche se noi siamo abituati a badare solo al primo: per questo ci rechiamo ad un training con gli "strumenti" adatti, sapendo bene dove si svolge, lasciando in ufficio una situazione tale per cui si possa fare a meno di noi per qualche tempo, ecc ...

Forse, però, tralasciamo la preparazione psicologica, quella cioè che ci predispone positivamente all'ascolto, quella che ci convince che si impara solo da noi stessi, facendo e non solo ascoltando.

È solo una questione di predisposizione mentale quella che ci fa cogliere una realtà, diversa da quella che ci piacerebbe che fosse, come un'opportunità e non come una maledizione.

Soprattutto dopo aver scoperto che la realtà è oggettiva, che non cambia nella sua essenza: siamo noi che la vediamo negativa o positiva in base al nostro punto di vista.

Lasciamoci allora sorprendere, meravigliare dalle opportunità che stiamo percorrendo, viviamole come un'occasione per fare più che per ascoltare.

Facciamo, sperimentiamo, agiamo con la riflessione del saggio, la stessa che ci accompagna nella costruzione paziente e instancabile di noi stessi.

Elaboriamo a fondo i nostri pensieri, lasciamo libero sfogo alla nostra fantasia senza mai interrompere il flusso di considerazioni, idee, parole che vengono alla superficie; rimandiamo ad un secondo momento la cernita di tutto quanto espresso e annotato. È sulla base di quelle idee
selezionate, scelte, soppesate che elaboreremo i piani di attuazione dei nostri obiettivi e delle nostre strategie.